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Alcuni cenni storici sull'Open Source

All'inizio tutto era libero


Agli albori dell'informatica, quando ancora gli elaboratori si trovavano solamente nei grandi laboratori di ricerca delle università, il software era libero. Ognuno vi poteva mettere mano, fare le proprie modifiche e renderle disponibile agli altri. In un certo senso era naturale che fosse così: il software non aveva ancora una valenza commerciale in senso stretto e poche erano le persone in grado di programmare.

Negli anni settanta con la diffusione industriale dell'informatica le cose cominciarono a cambiare; il MIT (Massachussets Institute of Technology) fu uno dei primi istituti a subirne le conseguenze: i programmatori si lamentavano che non potevano nemmeno mettere le mani sul driver delle stampanti Xerox per implementare una comoda funzione di avviso della carta inceppata.
 

Incompatible Time Sharing (ITS)

Fu così che un gruppo di programmatori, ribellandosi alla nuova politica di licenze proprietarie, decise di creare un sistema operativo alternativo per le macchine della Digital Equipment Corporation (DEC) che allora si utilizzavano al MIT. Queste erano fornite di un sistema operativo proprietario che la DEC non aveva nessuna intenzione di rendere libero. Il nuovo S.O. fu chiamato Incompatible Time Sharing ed era volutamente incompatible con quello della DEC. Per 15 anni rimase il sistema operativo preferito dagli hacker.

 

La diffusione di Unix

Unix è un sistema operativo nato nel 1969 nei laboratori di AT&T e di Bell Labs. Una famosa causa antitrust vietò ad AT&T di entrare nel mercato dell'informatica e questo fece sì che Unix venisse distribuito a un prezzo simbolico negli atenei americani. Quasi immediatamente divenne molto popolare tra gli hacker, anche per il fatto che fu il primo sistema operativo a essere costruito con il linguaggio C. Quando la DEC decise di non fornire più il supporto necessario ai modelli PDP-6 e PDP-10, quelle su cui girava ITS, divenne anche l'unico sistema di riferimento per i programmatori e gli specialisti.

Nel 1982 AT&T venne smembrata in 26 società diverse, le cosiddette "baby bells". Questo le permise di entrare finalmente nel mondo dell'informatica e di sfruttare commercialmente Unix. I costi delle licenze si alzarono notevolmente e Unix divenne effettivamente proprietario.

 

La nascita del progetto GNU e della Free Software Foundation

Alcuni dei programmatori dei MIT non vollero adeguarsi alla nuova situazione. Uno di questi, Richard Stallman, nel 1984 fondò il progetto GNU (GNU's not Unix, un acronimo ricorsivo) con lo scopo di creare un sistema operativo, completo di tutti i software necessari, completamente libero. L'anno successivo fondò laFree Software Foundation (FSF), un'associazione senza scopo di lucro con lo scopo di sviluppare e diffondere il software libero. Nacque così la General Public License (GPL), un'implementazione giuridica del concetto di copyleft, grazie alla quale fu possibile la diffusione sicura e legale del software libero.

Nell'ambito del progetto GNU vennero sviluppati tutti i software che compongono il sistema operativo. Tutti fuorchè il kernel, cioè il cuore del sistema operativo. Il progetto GNU Hurd, un kernel sperimentale, non dava i frutti sperati e la cosa sembrava andare per le lunghe.
 

Entra in scena Linux

Nel 1991 Linus Torvalds, uno studente universitario finlandese dell'Università di Helsinki, scrisse a velocità record un kernel stabile e funzionante e lo battezzò, un po' per gioco, Linux. Decise di licenziarlo sotto la GPL e quindi di renderne disponibile il codice sorgente.

Il kernel era proprio l'ultimo tassello mancante per avere un sistema operativo completamente libero e gli sviluppatori di free software di tutto il mondo non ci misero molto a capirlo. Si raccolse tutto il software libero GNU esistente, si aggiunse il kernel di Linus Torvalds, e nacquero così le prime "distribuzioni" di software libero, denominate convenzionalmente "distribuzioni Linux".

 

Free software diventa Open Source

Esiste una correlazione molto chiara tra la diffusione di Internet e la diffusione di software Open Source. Questo per due motivi: da un lato nell'infrastruttura di Internet (in particolare nei server Web) si utilizzava e si utilizza sempre di più software Open Source, il quale è libero da royaltes e privo di fenomeni di locking con il produttore; dall'altro Internet ne facilita incredibilmente la diffusione.
Il termine Open Source venne coniato da Bruce Perence come un modo per mascherare l'ambiguità del termine free software. Il termine inglese "Free", infatti, ha due significati, gratuito e libero, e gli interlocutori non esperti a cui veniva proposto software "free" tendevano a considerarlo "gratuito" e quindi si scarsa qualità.

Open Source è un marchio registrato della

Open Source Iniziative (OSI) fondata nel 1997 da Bruce Perence ed Eric Raymond allo scopo di "proteggere" l'idea della filosofia Open Source.  L'OSI si occupa di definire quali licenze possano essere considerate Open Source attraverso un documento che ne specifica gli standard chiamato "Open Source Definition".