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creato da Andrea D'EsteUltima modifica 02/08/2007 16:15

Open Source

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L'Open Source e il Software Libero. La sua storia. I vantaggi per l'utente. Perchè usare software Open Source.

OPEN SOURCE E LA CULTURA DEL SOFTWARE LIBERO

Il software libero è tale perché si impone di difendere la libertà di tutti gli utenti combattendo la logica del software commerciale, con le sue restrizioni e limiti nella diffusione e nell'utilizzo.

Il pensiero di base richiama i principi dell'etica hacker:
“se qualche informazione può essere utile per accrescere la conoscenza, allora è giusto che tutti vi possano accedere incondizionatamente”.
L’utente diventa un protagonista attivo nel ciclo di sviluppo del software, partecipando al test, alla definizione di specifiche e nuove funzionalità, al miglioramento dei prodotti.

Cos'è l' Open Source ?

In termini legali il software Open Source è software distribuito con una licenza che ne consente la libera distribuzione in forma sorgente, e conferisce la possibilità all’utente di poter modificare il programma originario e di poter distribuire la versione modificata.

Per soddisfare i requisiti di licenza Open Source, un Software deve rispettare i seguenti punti, descritti dall'Open Source Initiative:

  1. Ridistribuzione libera
  2. Trasparenza del codice sorgente
  3. Realizzazione e distribuzione di opere derivate
  4. Integrità del codice sorgente dell'autore
  5. Nessuna discriminazione contro persone o gruppi
  6. Nessuna discriminazione nei settori
  7. Distribuzione della licenza
  8. La licenza non deve essere specifica a un prodotto
  9. La licenza non deve contaminare un altro software

storia

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Alcuni cenni storici sull'Open Source

All'inizio tutto era libero

Agli albori dell'informatica, quando ancora gli elaboratori si trovavano solamente nei grandi laboratori di ricerca delle università, il software era libero. Ognuno vi poteva mettere mano, fare le proprie modifiche e renderle disponibile agli altri. In un certo senso era naturale che fosse così: il software non aveva ancora una valenza commerciale in senso stretto e poche erano le persone in grado di programmare.

Negli anni settanta con la diffusione industriale dell'informatica le cose cominciarono a cambiare; il MIT (Massachussets Institute of Technology) fu uno dei primi istituti a subirne le conseguenze: i programmatori si lamentavano che non potevano nemmeno mettere le mani sul driver delle stampanti Xerox per implementare una comoda funzione di avviso della carta inceppata.

Incompatible Time Sharing (ITS)

Fu così che un gruppo di programmatori, ribellandosi alla nuova politica di licenze proprietarie, decise di creare un sistema operativo alternativo per le macchine della Digital Equipment Corporation (DEC) che allora si utilizzavano al MIT. Queste erano fornite di un sistema operativo proprietario che la DEC non aveva nessuna intenzione di rendere libero. Il nuovo S.O. fu chiamato Incompatible Time Sharing ed era volutamente incompatible con quello della DEC. Per 15 anni rimase il sistema operativo preferito dagli hacker.


La diffusione di Unix

Unix è un sistema operativo nato nel 1969 nei laboratori di AT&T e di Bell Labs. Una famosa causa antitrust vietò ad AT&T di entrare nel mercato dell'informatica e questo fece sì che Unix venisse distribuito a un prezzo simbolico negli atenei americani. Quasi immediatamente divenne molto popolare tra gli hacker, anche per il fatto che fu il primo sistema operativo a essere costruito con il linguaggio C. Quando la DEC decise di non fornire più il supporto necessario ai modelli PDP-6 e PDP-10, quelle su cui girava ITS, divenne anche l'unico sistema di riferimento per i programmatori e gli specialisti.

Nel 1982 AT&T venne smembrata in 26 società diverse, le cosiddette "baby bells". Questo le permise di entrare finalmente nel mondo dell'informatica e di sfruttare commercialmente Unix. I costi delle licenze si alzarono notevolmente e Unix divenne effettivamente proprietario.


La nascita del progetto GNU e della Free Software Foundation

Alcuni dei programmatori dei MIT non vollero adeguarsi alla nuova situazione. Uno di questi, Richard Stallman, nel 1984 fondò il progetto GNU (GNU's not Unix, un acronimo ricorsivo) con lo scopo di creare un sistema operativo, completo di tutti i software necessari, completamente libero. L'anno successivo fondò la Free Software Foundation (FSF), un'associazione senza scopo di lucro con lo scopo di sviluppare e diffondere il software libero. Nacque così la General Public License (GPL), un'implementazione giuridica del concetto di copyleft, grazie alla quale fu possibile la diffusione sicura e legale del software libero.

Nell'ambito del progetto GNU vennero sviluppati tutti i software che compongono il sistema operativo. Tutti fuorchè il kernel, cioè il cuore del sistema operativo. Il progetto GNU Hurd, un kernel sperimentale, non dava i frutti sperati e la cosa sembrava andare per le lunghe.

Entra in scena Linux

Nel 1991 Linus Torvalds, uno studente universitario finlandese dell'Università di Helsinki, scrisse a velocità record un kernel stabile e funzionante e lo battezzò, un po' per gioco, Linux. Decise di licenziarlo sotto la GPL e quindi di renderne disponibile il codice sorgente.

Il kernel era proprio l'ultimo tassello mancante per avere un sistema operativo completamente libero e gli sviluppatori di free software di tutto il mondo non ci misero molto a capirlo. Si raccolse tutto il software libero GNU esistente, si aggiunse il kernel di Linus Torvalds, e nacquero così le prime "distribuzioni" di software libero, denominate convenzionalmente "distribuzioni Linux".


Free software diventa Open Source

Esiste una correlazione molto chiara tra la diffusione di Internet e la diffusione di software Open Source. Questo per due motivi: da un lato nell'infrastruttura di Internet (in particolare nei server Web) si utilizzava e si utilizza sempre di più software Open Source, il quale è libero da royaltes e privo di fenomeni di locking con il produttore; dall'altro Internet ne facilita incredibilmente la diffusione.
Il termine Open Source venne coniato da Bruce Perence come un modo per mascherare l'ambiguità del termine free software. Il termine inglese "Free", infatti, ha due significati, gratuito e libero, e gli interlocutori non esperti a cui veniva proposto software "free" tendevano a considerarlo "gratuito" e quindi si scarsa qualità.

Open Source è un marchio registrato della Open Source Iniziative (OSI), fondata nel 1997 da Bruce Perence ed Eric Raymond allo scopo di "proteggere" l'idea della filosofia Open Source.  L'OSI si occupa di definire quali licenze possano essere considerate Open Source attraverso un documento che ne specifica gli standard chiamato "Open Source Definition".




vantaggi

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I vantaggi dell'Open Source

Qualità del Software

Lo sviluppo condiviso del software permette di realizzare programmi di ottima qualità grazie al continuo testing che sviluppatori ed utilizzatori eseguono durante il ciclo di vita del progetto. La possibilità di visionare il codice sorgente del programma, consente ai programmatori di rilevare eventuali bug e segnalare possibili migliorie al codice.

All'interno delle comunità di sviluppo, capita spesso che un programmatore identifichi un errore e lo segnali tempestivamente al responsabile del progetto con allegato il codice corretto. Questo sistema permette dunque di far visionare il codice a più persone contemporaneamente e contribuisce a produrre programmi di qualità.

Del resto difficilmente chi ha scritto il programma o parti di esso è anche un buon tester del programma. Ecco perchè chi sviluppa software all'interno di comunità Open Source oltre che disporre di buone competenze tecniche e di programmazione, accetta e condivide di buon grado la possibilità che altri programmatori possano segnalare errori o miglioramenti al programma che lui ha scritto.

Software che risponde ai requisiti degli utilizzatori

Diversamente da quanto avviene nello sviluppo di software commerciale/proprietario, dove tipicamente è il marketing a definire le caratteristiche del prodotto, nel modello Open Source chi definisce le caratteristiche e l'evoluzione del software sono gli utenti della comunità di sviluppo. Questo significa che le applicazioni Open Source sono molto concrete in quanto devono rispondere a requisiti specifici segnalati dagli utilizzatori stessi del programma.

Nel modello Open Source, non esiste il vincolo di dover inserire delle nuove funzionalità per giustificare una nuova versione del software a pagamento o un eventuale aumento del costo delle licenze.
Quante volte vi siete trovati a valutare l'aggiornamento di alcuni programmi e alla fine non avete riscontrato nella nuova versione del programma, elementi che interessavano il vostro reale utilizzo?

Spesso nel modello commerciale/proprietario, grazie alla forza del Marketing, si fa credere agli utenti che è indispensabile aggiornare i programmi per beneficiare di nuove funzionalità. L' utente difficilmente utilizza al 100% un software e spesso le nuove funzionalità contribuiscono in percentuale molto ridotta ad aiutare gli utenti nel loro lavoro.

La libertà di utilizzo del software

Con il software Open Source, l'utente è libero di utilizzare, modificare, distribuire il software come meglio crede. Non ci sono i vincoli dettati dalle licenze proprietarie che impongono agli utenti di acquistare le licenze in rapporto al numero degli utenti, vincolando il software ad eventuali modifiche strutturali, richiedendo costi di aggiornamento continui, a volte obbligatori.

Molto spesso i software Open Source vengono sviluppati per poter funzionare su molteplici piattaforme Hardware e Software. Questo significa poter utilizzare i programmi su molteplici sistemi operativi (Linux, Windows, Unix, Mac, ecc.) e su svariati sistemi hardware.

Un software Open Source garantisce la libertà all'utente anche in casi di chiusura dell'azienda che ha sviluppato il prodotto, o nell'ipotesi che l'azienda venga ceduta a terzi. Scenari questi molto presenti nel mercato e che toccano anche aziende di grande dimensione. Si pensi ai casi recenti di JDEdwars acquisita da PeopleSoft, oppure Navision acquisita da Microsoft, ecc.

Anche in Italia questo fenomeno ha registrato molti casi e con buona probabilità si ripeteranno nel prossimo futuro.

Tutto questo per un'azienda che utilizza software Open Source significa salvaguardia gli investimenti. Nessuno potrà ricattare l'utente per obbligarlo a migrare il software verso nuove versioni, o peggio cambiare il programma in quanto non più supportato.

La forza delle comunità di sviluppo

I progetti Open Source vengono sviluppati tipicamente da comunità di programmatori e utilizzatori che condividono l'interesse verso una determinata applicazione o tecnologia.

Le comunità di sviluppo sono spesso di respiro internazionale e a volte raggiungono dimensioni molto ampie. Si pensi per esempio alla comunità di sviluppo che riguarda il sistema operativo Linux, una comunità di dimensioni ragguardevoli che in pochi anni è riuscita a produrre uno dei sistemi operativi più affidabili e performanti, utilizzato in tutto il mondo da milioni di utenti, grandi aziende, organizzazioni pubbliche.

Comunità significa dunque supporto, evoluzione, scabio culturare, utilizzo degli standard aperti per consentire una facile integrazione con altre tecnologie e altre comunità.

Chi utilizza software Open Source può contare su un supporto professionale da parte di molte aziende di servizi e da parte della comunità stessa che sviluppa il software.


Indipendenza dal fornitore

Ancora una volta la forza delle licenze Open Source é considerare centrale l'utilizzatore, che può decidere liberamente se rivolgersi ad una società di servizi professionali per ottenere consulenza, supporto e formazione per l'implementazione di un software Open Source.
In qualsiasi momento l'utente può decidere di cambiare fornitore di servizi, tutelando al 100% quanto finora sviluppato sul software Open Source.

Questo aspetto assume un significato molto importante in quanto mette nelle mani del cliente il potere di selezionare il fornitore, di non farsi condizionare da contratti e regole commerciali, di accedere a professionisti confrontando la qualità e il costo del servizio.

In sintesi dunque, con l'Open Source si ottengono molti vantaggi:

  • La disponibilità del codice, e la possibilità di utilizzarlo liberamente, fornisce cultura tecnica di qualità

  • In cambio, anche la qualità di chi desidera contribuire, ritorna alla fonte.

  • Un software, che nessuno usa, non serve a nulla. E‘ costoso da realizzare. E’ costoso da mantenere.

  • Le licenze di software libero, sollecitano la diffusione LEGALE dei programmi. Più diffusione, significa più persone che lo proveranno, forniranno feedback, commenti, consigli, richieste,contributi.

  • Se un giorno, per un qualche motivo, si volesse cambiare licenza, il lavoro fin qui realizzato, sarà ancora a disposizione di tutti.

  • Questo meccanismo, è un ulteriore estensione di garanzie e diritti: il diritto di non essere soggetti alle scelte altrui, ma solo alle proprie.

 

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Video dedicati al software Open Source



“Lo gnu, il pinguino e il cerbiatto esuberante”
A cura di: Christian Biasco e Francesca Terri

Quando comprate un pc, nella stragrande maggioranza dei casi, siete anche obbligati a comprare una qualche versione di Microsoft Windows. Ma questi sistemi operativi sono “proprietari” che significa che vi vengono soltanto concessi in licenza: non potete copiarli, modificarli o darli ad altri. Esiste però un’alternativa, libera e addirittura gratuita.: il sistema operativo Gnu/Linux.
Noi abbiamo scelto di presentarvi la distribuzione “Ubuntu”, una versione completa, sicura e facile da utilizzare. Ma non vogliamo parlarvi soltanto dei vantaggi pratici legati a questa scelta, ma affrontare le ragioni etiche e sociali che rendono necessarie la promozione e la diffusione del software libero.

filmato realizzato da Arcoiris TV



per guardare il filmato:





Alcuni modelli di Business Open Source

Alessandro Frison, Amministratore Delegato di Mayking Spa spiega alcuni dei più importanti modelli di business basati sullo sviluppo di applicativi Open Source. Il video è tratto da una lezione tenuta presso l'Università Ca'Foscari di Venezia nel 2005.

per guardare il filmato clicca qui





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